Essere un “dolinatore ” di Meteo Triveneto, viaggio tra scienza, amicizie e montagna

Domani con l’amico Luca “Boll_ Alfo” salirò sulle Pale, è la mia quarantesima uscita con e per Meteo Triveneto sulle Pale dal settembre 2011 per seguire i monitoraggi del nostro progetto.

In questo messaggio volevo raccontare un po’ quello che vuol dire essere un “dolinatore” di Meteo Triveneto, innanzitutto parliamo di emozioni, di amicizie, di preparativi, di curiosità, di scienza.

I giorni precedenti all’escursione, che a tutti gli effetti diventa una piccola spedizione scientifica, sono costellati dall’ansia e dalla bellezza dell’attesa del viaggio, pensi costantemente a quando sarai lassù, in mezzo a quello che noi chiamiamo “l’artico di casa nostra”, non solo per le temperature ma soprattutto per il paesaggio.

Ma i giorni precedenti sono caratterizzati anche dai preparativi, dallo zaino con l’indispensabile per restare due giorni a 2600 metri, alle ciaspole, alla pala, all’attrezzatura per fare manutenzione, ai vestiti (soprattuto guanti e cappello) ai viveri ma soprattutto alla programmazione dei datalogger, perché non si può sbagliare visto che il Pc non si può portare a quelle temperature. Qui sotto un paio di foto dei preparativi a casa con l’inventario di quello che serve.

Poi arriva il giorno della partenza, sveglia all’alba, anche se molto spesso per l’ansia da attesa si dorme poco la sera prima, ci si trova a Fonzaso per ottimizzare i costi e fare una sola automobile, con Luca, Stefano, Samuele, Filippo ecc.. e con gli altri che in questi anni ci hanno seguiti nel progetto.

Si arriva a San Martino di buon’ora, si prende la funivia del Rosetta (dove abbiamo ottenuto uno sconto del 40% riservato ai soci di Meteo Triveneto sulla tariffa ) e dopo pochi minuti si è lassù, sull’Altopiano dal quale Buzzati è stato ispirato per il suo “Deserto dei Tartari”, si saluta Franco, il tecnico della funivia che ci conosce da anni e dopo qualche foto si scende al rifugio Rosetta per un saluto a Mariano, Roberta e Petra e poi via a scaricare i dati, da Busa di Roda, a Manna Sella, Manna 2 e Manna 1 e se c’è tempo e le giornate sono più lunghe si va fino a Busa del Miel, ai confini col Veneto.

Il tempo è sempre poco lassù soprattutto d’inverno, devi farti “strada” nella neve che spesso nonostante le ciaspole ti arriva fino alle ginocchia, se poi c’è nebbia devi anche essere pronto a rinunciare perché il whiteout è tremendo, non sai più dove sei, se sali o se scendi. Ogni volta lassù è un mondo diverso, la neve viene scolpita dal vento e gli avvallamenti si trasformano, d’estate sembra di essere sulla Luna.

Alle varie “stazioni” termometriche si tolgono i datalogger, si scava per alzare i pali, si inseriscono i nuovi datalogger, poi si torna indietro e verso il tardo pomeriggio si torna al Rifugio per una cena e una serata diverse dal solito, non c’è wi-fi e quindi “come una volta” si chiacchera, si gioca a Scarabeo, si parla di montagna con gente che proviene da un po’ tutto il mondo, dalla California, dalla Germania, dalla Spagna ecc.. A volte portiamo con noi il PC solo fino al rifugio per controllare i dati dei datalogger e l’attesa di vedere le minime e le escursioni termiche è sempre forte. A volte si esce dal Rifugio per andare a sistemare le due Davis che abbiamo lassù.

Si beve un po’ e poi abbastanza presto tutti a letto dove a causa dell’altitudine è difficile dormire, e ogni volta c’è qualcosa di nuovo, una volta la luna piena, una volta il cielo stellato e vedi passare i satelliti, una volta abbiamo preso un temporale magnifico, diverse volte nevicate anche a settembre, a volte raffiche fino a 100 km/h, il “paradiso” per tanti appassionati come noi.

La mattina presto sveglia e colazione e poi si riparte per ammirare l’altopiano, se lo scarico dati è stato fatto il giorno precedente allora ti concedi una giornata di montagna e di relax altrimenti via fino alla Fradusta, magari per vedere gli ultimi giorni di vita del ghiacciaio o ammirare il Rock Glacier emerso da poco.

Poi torni a casa e per qualche giorno hai il “mal di Pale”, un po’ come il mal d’Africa, pensi a quel posto magnifico con nostalgia aspettando di tornarci e intanto elabori i dati, li inserisci nel nostro sito http://doline.meteotriveneto.it prepari i comunicati stampa, li mandi a Meteotrentino, al CNR/Isac, al nostro amico e socio Bruno Renon di Arpav e al Parco Naturale di Paneveggio e Pale di San Martino ed un po’ ti sembra di aver fatto una spedizione scientifica e sei fiero di te stesso e della tua Associazione ma soprattutto di condividerlo con i tuoi amici. E magari dopo ci scappa pure un articolo sulla rivista delle guide di San Martino, una mostra al Parco, un articolo su Terra Trentina, un intero capitolo sui Quaderni del Parco….

Questo vuol dire essere dolinatori e far parte di questa Associazione.

Giampaolo Rizzonelli

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